X Edizione dell’ Osservatorio AUB (AIDAF, Unicredit, Bocconi)

Ieri pomeriggio, nell’aula Maggiore della Bocconi, si è tenuto un importante evento per la presentazione della X Edizione dell’Osservatorio AUB (AIDAF, Unicredit, Bocconi), curato da Guido Corbetta, Fabio Quarato e Alessandro Minichilli della Cattedra AIDAF-EY dell’Università Bocconi, con la collaborazione di Borsa Italiana e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

L’Osservatorio rappresenta la più completa ed estesa rilevazione disponibile in Italia sulla proprietà, il governo e la leadership delle aziende italiane: monitora tutte le 16.845 aziende italiane con fatturato superiore a 20 milioni di euro e si focalizza poi in maggiore dettaglio sulle 11.176 aziende a controllo familiare. La X edizione dell’Osservatorio rileva altresì la nuova rilevazione delle 500 aziende familiari “Benchmark” che hanno mostrato performance economico-finanziarie superiori alla mediana del proprio settore in termini di crescita, redditività e indebitamento.

La X edizione della ricerca presenta il confronto tra le imprese familiari del 2007 e le imprese familiari del 2017, dieci anni durante i quali molti accadimenti straordinari hanno contribuito a modificare il tessuto del capitalismo familiare italiano. I risultati mostrano come il capitalismo familiare nell’economia italiana sia cresciuto sia in termini numerici (le aziende con fatturato superiore ai 50 milioni di euro del 2017 sono superiori numericamente a quelle del 2007) sia di incidenza su occupazione e fatturato totale. I risultati di redditività e solidità delle aziende familiari sono tornati ai livelli pre-crisi.

Nel contempo, l’analisi ha fatto emergere che circa il 40% delle imprese familiari del 2017 è cambiato rispetto a quelle del 2007, rendendo così evidente quanto sia necessario continuare a promuovere l’imprenditorialità (per far nascere nuove imprese) e accompagnare le imprese nei loro processi di crescita aziendale e di coesione familiare (per aumentare la probabilità di persistenza). Su questo tema è stato di grande interesse l’intervento del CEO di Unicredit, Jean Pierre Mustier, che ha spiegato l’importanza di mettere significativo equity a disposizione delle PMI che hanno le migliori potenzialità di crescita (sia start-up che vogliono consolidarsi come PMI sia PMI che vogliono irrobustire e sviluppare il proprio business), ma non molto accesso al mercato finanziario: obiettivo che potrebbe essere raggiunto anche attraverso oculate ed opportune politiche di indirizzo e di facilitazione poste in essere dallo Stato. Del resto, non ha molto senso incentivare, anche fiscalmente, solo chi ha già accesso al mercato dei capitali ed è dotato di solida capacità finanziaria.

A questo LINK il testo completo del documento con i risultati dalla ricerca.

 

 

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