Voluntary disclosure e dismissione investimenti esteri

In caso di adesione alla voluntary disclosure “internazionale”, le sanzioni per le violazioni da modulo RW saranno determinate in misura pari alla metà del minimo edittale in presenza, alternativamente, delle seguenti condizioni:

  • le attività vengono trasferite in Italia o in Stati Ue o in Paesi dello SEE (Norvegia o Islanda;)
  • le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute;
  • l’autore della violazione rilascia all’intermediario finanziario estero, presso il quale le attività sono detenute, il c.d. waiver, ossia l’autorizzazione a trasmettere all’Agenzia delle Entrate tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria.

Sul tema, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate 16.7.2015 n. 27 ha chiarito che le sanzioni da modulo RW saranno comunque ridotte della metà in caso di dismissione definitiva (che ricorre ad esempio quando le attività sono state oggetto di liberalità a favore di un terzo o sono state destinate al consumo) o nel caso in cui siano state rimpatriate in Italia o in uno dei Paesi facenti parte dell’Ue o dello SEE.

Pertanto, un contribuente che abbia dismesso gli investimenti illecitamente detenuti all’estero chiudendo la propria posizione, considerato che non ha nulla da rimpatriare, non deve acquisire il waiver per beneficiare del dimezzamento delle sanzioni da modulo RW, ma deve documentare la destinazione che hanno avuto le disponibilità. Tali considerazioni sono state successivamente riprese anche dalla Circolare Agenzia delle Entrate 11.8.2015 n. 30.

Fonti:

  • art. 5 quater DL 28.6.1990 n. 167 (G.U. 30.6.1990 n. 151)
  • Circolare Agenzia Entrate 11.8.2015 n. 30
  • Circolare Agenzia Entrate 16.7.2015 n. 27
  • Il Quotidiano del Commercialista del 25.8.2015 – ”Il rimpatrio o la dismissione degli investimenti esonera dal waiver” – Sanna

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