Versamenti e prelevamenti bancari – Lavoro autonomo e cravatte

Qualcuno dice che le sentenze della Cassazione sono un po’ come le cravatte: si sceglie quella più adatta al vestito o all’occasione.

Due sue recentissime pronunce sul tema dell’effetto dei versamenti non giustificati effettuati da possessori di reddito di lavoro autonomo sembrano avvalorare questo pensiero.

Due anni fa la Corte Costituzionale (6.10.2014 n. 228) ha dichiarato incostituzionale l’art. 32 del DPR 600/73 nella parte in cui prevede che i prelevamenti di possessori di reddito di lavoro autonomo derivanti da movimentazioni bancarie non giustificate si presumono compensi non dichiarati.

Per la Cassazione del 5.8.2016 n. 16440, la sentenza della Corte Costituzionale ha riflesso anche in relazione ai versamenti, perciò spetta all’Agenzia delle Entrate dimostrare il collegamento tra movimentazione bancaria non giustificata ed evasione. Invece, sempre a parere della Suprema Corte (9.8.2016 n. 16697), la sentenza 228/2014 riguarda solo i prelevamenti e, pertanto, per i versamenti rimane la presunzione legale relativa.

Ognuno scelga dunque il colore e la foggia che preferisce e buon contenzioso a tutti!
Fonti e riferimenti:

  • Art. 32 DPR 29.9.1973 n. 600 (S.O. n. 1 G.U. 16.10.1973 n. 268)
  • Scheda di aggiornamento Eutekne n. 1102.01 in Agg. 11/2014 – Cissello
  • Cass. 9.8.2016 n. 16697
  • Cass. 5.8.2016 n. 16440

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