VD: Ulteriori chiarimenti (circ. Agenzia Entrate 16.7.2015 n. 27)

La circ. Agenzia delle Entrate 16.7.2015 n. 27 tratta alcuni quesiti e fornisce le relative indicazioni operative in merito alla procedura di collaborazione volontaria di cui all’art. 5-quater e ss. del DL 167/90 (c.d. voluntary disclosure).In primo luogo, si afferma che, per regolarizzare la loro posizione, devono avvalersi della procedura anche i soggetti delegati ad operare su rapporti esteri indipendentemente dal fatto che questi abbiano o meno posto in essere delle operazioni.

Inoltre, è stato chiarito che i prelevamenti da conti esteri riferibili a persone che non esercitano attività di impresa di regola non sono gravati da presunzioni legali di reddito di alcun tipo. Tuttavia, i prelevamenti dai conti esteri costituiscono una variazione del patrimonio detenuto all’estero per il quale è necessario dimostrare o il rientro in Italia o la perdita del possesso. Pertanto, il contribuente che aderisce alla procedura deve dettagliare, oltre agli incrementi delle attività estere, anche i decrementi delle stesse, ritenuti significativi per la comprensione dell’evoluzione delle attività estere.

Con riferimento al coordinamento tra l’adesione alla procedura ed il mancato versamento di IVIE e IVAFE, l’Amministrazione finanziaria ha deciso di assumere una posizione non del tutto coerente con il tenore letterale della norma, estendendo l’ambito di applicazione della disclosure anche a tali imposte.

In sostanza, IVIE e IVAFE:

  • vengono considerate oggetto anch’esse della procedura di collaborazione volontaria internazionale, pur in mancanza di violazioni in materia di monitoraggio fiscale;
  • saranno oggetto di sanzioni fissate al minimo edittale, ridotto di un quarto.

Sempre all’interno della circolare, si afferma che il denaro contenuto in una cassetta di sicurezza che non è stata mai aperta dopo il 31.12.2009, per un contribuente che non ha omesso la dichiarazione per il relativo anno d’imposta, non rileva ai fini della procedura di collaborazione volontaria nazionale. Diversamente se detto denaro era già stato detenuto in un Paese black list in violazione degli obblighi in materia di monitoraggio fiscale, in un periodo d’imposta per il quale non è decaduta la potestà di contestazione delle suddette violazioni, questo dovrà essere indicato nella relazione accompagnatoria della procedura di collaborazione volontaria internazionale come prova della dismissione totale o parziale dell’attività detenuta nel suddetto Paese black list.

Fonti:

  • Legislazione art. 5 quater DL 28.6.1990 n. 167 (G.U. 30.6.1990 n. 151)
  • Prassi Circolare Agenzia Entrate 16.7.2015 n. 27 
  • Dottrina Il Quotidiano del Commercialista del 17.7.2015 – ”IVIE e IVAFE “dentro” la voluntary disclosure” – Sanna
  • Dottrina Il Sole – 24 Ore del 17.7.2015, p. 35 – ”Niente voluntary per i manager di Spa e Srl” – Galimberti – Vallefuoco
  • Dottrina Il Sole – 24 Ore del 17.7.2015, p. 35 – ”Conti esteri, anche il delegato deve aderire alla procedura” – Tomassini – BenigniMDottrina Italia Oggi del 17.7.2015, p. 23 – ”Rientro capitali per Ivie e Ivafe” – Stroppa
  • Dottrina Italia Oggi del 17.7.2015, p. 23 – ”Sono irrilevanti ai fini reddituali i prelevamenti su conti esteri” – Cavallaro
  • Dottrina Italia Oggi del 17.7.2015, p. 24 – ”Cassette di sicurezza blindate” – Loconte
  • Dottrina Italia Oggi del 17.7.2015, p. 24 – ”Soggetti obbligati ignari in salvo” – Monaldi

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