Termini di accertamento per le attività di fonte estera

Con la sentenza del 15.2.2017 n. C-317/15 la Corte di Giustizia UE ha stabilito che rientrano tra le restrizioni alla libera circolazione dei capitali ammesse dall’art. 64 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) quelle che derivano dalla previsione di maggiori termini di accertamento per i conti non dichiarati detenuti in banche extracomunitarie, purché già esistenti al 31.12.93; rientrano, infatti, nell’ambito applicativo dell’art. 64 le controversie aventi ad oggetto la detenzione di conti.

La sentenza pone alcuni problemi di compatibilità al raddoppio dei termini di accertamento previsto dalla normativa italiana per le attività detenute in Stati a fiscalità privilegiata non indicate nel quadro RW rispetto al diritto comunitario: la norma italiana (art. 12 del DL 78/2009) , infatti, è stata inserita nel 2009 e si rientrerebbe, quindi, nel principio generale previsto dall’art. 63 del TFUE, che vieta in modo assoluto le restrizioni, fatte salve quelle giustificate da motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, e sempre che esse non sconfinino nell’arbitrarietà.

 

Fonti e riferimenti:

  • art. 12 DL 1.7.2009 n. 78 (G.U. 1.7.2009 n. 150)
  • art. 64 TFUE Trattato UE 7.6.2016
  • Corte di giustizia 15.2.2017 n. C-317/15
  • Il Quotidiano del Commercialista del 24.2.2017 – ”Raddoppio dei termini per il quadro RW all’esame della Corte di Giustizia” – Odetto G.

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