Svizzera – Abolizione del segreto bancario e scambio automatico di informazioni fiscali: possibili effetti sul waiver

In ambito voluntary disclosure, le sanzioni relative al monitoraggio fiscale sono determinate in misura pari alla metà del minimo edittale se, alternativamente, viene soddisfatta una delle seguenti condizioni:

  • le attività vengono trasferite in Italia o in Stati comunitari (o in Norvegia o Islanda);
  • le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute;
  • l’autore della violazione rilascia all’intermediario finanziario estero, presso il quale le attività sono detenute, il c.d. waiver, ossia l’autorizzazione a trasmettere all’Agenzia delle Entrate tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria.

Secondo Valerio Vallefuoco ed in maniera assolutamente condivisibile ad avviso di chi scrive, con l’entrata in vigore dell’accordo sullo scambio di informazioni tra l’Italia e la Svizzera (13/06/2016) per le attività finanziarie detenute nella Confederazione Elvetica non ha più ragione di sussistere la necessità che il contribuente rilasci il waiver poiché, dalla data di entrata in vigore dell’accordo citato, la stessa Amministrazione finanziaria italiana potrà richiedere qualsiasi informazione presente e passata al 23.2.2015.

Del resto, in tal senso si esprime la Circolare dell’Agenzia delle Entrare n. 31/E 2015 che al paragrafo 4.1 chiarisce come non sia necessario il rilascio del waiver, al fine di beneficiare della riduzione della sanzioni e degli anni accertabili, per le attività detenute in quei Paesi extra UE con i quali sia in atto un effettivo scambio di informazioni in base ai recenti standard OCSE. 

Fonti e riferimenti:

  • art. 5 quater DL 28.6.1990 n. 167 (G.U. 30.6.1990 n. 151)
  • Il Sole – 24 Ore del 7.8.2016, p. 11 – ”Svizzera, voluntary semplificata” – Vallefuoco

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