Sportivi professionisti – Compensi per prestazioni sportive e altri emolumenti

Il “caso” Cristiano Ronaldo, offre interessanti spunti generali di riflessione.

Innanzi tutto, si segnala che, ai sensi della normativa interna, i compensi per le prestazioni sportive dei calciatori professionisti, qualificandosi come redditi di lavoro dipendente, sono imponibili in Italia:

  • per le prestazioni ovunque effettuate, se il calciatore è fiscalmente residente in Italia;
  • limitatamente alle prestazioni rese in Italia, a norma dell’art. 23 co. 1 lett. c) del TUIR, se il calciatore non è residente in Italia.

Dal punto di vista delle Convenzioni internazionali, si tratta di redditi che rientrano nell’ambito applicativo dell’art. 17 del modello OCSE, riguardante specificamente artisti e sportivi: tale articolo legittima la doppia imposizione del reddito (sia nello Stato di residenza, sia nello Stato in cui viene resa la prestazione). Quindi il riferimento non è all’art. 15 dello stesso modello OCSE, inerente il reddito di lavoro dipendente, che in più casi prevede la tassazione nel solo Stato di residenza.

Infine, in caso di opzione per il regime dei neo residenti (art. 24-bis del TUIR) – per inciso, applicabile al ricorrere del requisito della residenza fiscale in Italia che, ai sensi dell’art. 2 del TUIR, richiede la permanenza nel nostro Paese per più di 183 giorni – la parte del reddito corrispondente alle prestazioni rese all’estero è assoggettata, in qualità di reddito di fonte estera, all’imposta forfetaria sostitutiva di 100.000,00 euro annui.

Fonti e riferimenti:

  • art. 23 DPR 22.12.1986 n. 917 (S.O. n. 1 G.U. 31.12.1986 n. 302)
  • art. 51 DPR 22.12.1986 n. 917 (S.O. n. 1 G.U. 31.12.1986 n. 302)
  • art. 24 bis DPR 22.12.1986 n. 917 (S.O. n. 1 G.U. 31.12.1986 n. 302)
  • art. 17 Convenzione OCSE contro le doppie imposizioni 21.11.2017
  • Il Quotidiano del Commercialista del 12.7.2018 – ”Cristiano Ronaldo va alla Juve con sconti fiscali da record” – Odetto G.

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