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Soggetto residente all’estero – Domicilio fiscale – Apertura di partita IVA (risposta interpello Agenzia delle Entrate 16.8.2022 n. 429)

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello 16.8.2022 n. 429, ha precisato che la persona fisica residente all’estero, intenzionata a svolgere un’attività libero professionale in Italia, può aprire una partita IVA indicando come domicilio fiscale la sede in cui detta attività è svolta.L’Amministrazione finanziaria sottolinea come, conformemente a quanto stabilito dall’art. 7 co. 1 lett. d) del DPR 633/72, chi presta servizi professionali si considera soggetto passivo nel territorio dello Stato se, in Italia:– è domiciliato, anche se residente all’estero;– risulta residente, senza essere domiciliato all’estero;– possiede una stabile organizzazione, anche se è domiciliato o residente all’estero.L’Agenzia afferma che la residenzaè determinata dall’abituale volontaria dimora di una persona in un dato luogo“, mentre il domicilio costituisce una situazione giuridica, caratterizzata dalla volontà di stabilire in un determinato sito il centro dei propri affari, prescindendo dalla “presenza effettiva” in detto luogo (C.M. 304/97 e risposta a interpello n. 429/E/2022).Considerato che l’istante intende costituire nel territorio dello Stato la sede dei propri interessi e non svolge nel Paese di residenza alcuna attività, questi potrà presentare il modello AA9/12 per richiedere l’apertura della partita IVA in Italia, indicando il proprio domicilio fiscale, cioè a dire il luogo dove l’attività lavorativa verrà svolta.
Fonti e riferimenti:
– Risposta interpello Agenzia Entrate 16.8.2022 n. 429
– Il Quotidiano del Commercialista del 17.8.2022 – ”Può aprire la partita IVA in Italia il residente all’estero” – Redazione 
– Il Sole – 24 Ore del 17.8.2022, p. 19 – ”Partita Iva italiana anche con residenza UK” – Parente 
– Il Quotidiano del Commercialista del 4.12.2021 – ”Nel trasferimento della sede in Italia si mantiene la partita IVA della stabile organizzazione” – Redazione