San Marino e Black List

Il numero odierno del quotidiano ItaliaOggi riporta la notizia secondo la quale, per la GdF, San Marino è ancora da considerarsi nella black list fiscale; ciò, almeno, stando ai questionari inviati nell’ambito dell’operazione “Torre d’avorio”. Questa circostanza comporta una serie di conseguenze  di non poco conto:

  1. innanzi tutto, opera la presunzione ex art. 12 del dl 78/2009, per cui gli investimenti e le attività finanziarie detenute a San Marino si presumono costituiti, salvo prova contraria, con redditi sottratti a tassazione;
  2. sussiste il raddoppio delle sanzioni;
  3. interviene il raddoppio dei termini di accertamento;
  4. può valere la presunzione di residenza per quei cittadini italiani che sono stati cancellati dall’anagrafe della popolazione e risultano trasferiti a San Marino.

In realtà, come anche precisato nella Circolare n. 31/E del 28 agosto 2015 par. 4.1, la Repubblica di San Marino è stata eliminata dalla lista degli Stati e territori a regime fiscale privilegiato con decreto ministero dell’economia del 12 febbraio 2014 e quindi inserita nella lista di cui al decreto del ministero dell’economia 4 settembre 1996 c.d. «White list». A maggior chiarimento, la stessa circolare segnalava che ai fini della voluntary disclosure non fosse necessario rilasciare un waiver nel caso in cui le disponibilità rimanessero depositate presso la stessa Repubblica di San Marino, «ritenendosi comunque garantita la possibilità da parte delle Autorità finanziarie italiane di monitorare tali attività mediante una richiesta di scambio di informazioni da inoltrare direttamente alle Autorità fiscali del Paese presso cui è localizzato l’intermediario».

E’ presumibile, dunque, che l’inclusione di San Marino nell’elenco dei Paesi collaborativi sia destinata ad avere importanti ripercussioni sull’operazione della Guardia di Finanza; o forse, solo ad alimentare un futuro consistente contenzioso …

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