Rientro in Italia di lavoratori residenti all’estero – Regime degli impatriati – Collegamento tra il rientro e l’inizio dell’attività lavorativa in Italia (risposta interpello DRE Calabria 18.10.2018 n. 919-114/2018)

La DRE Calabria, con risposta ad interpello n. 919-114/2018, ha fornito chiarimenti in ordine al nesso necessario tra rientro in Italia e inizio di un’attività lavorativa al fine di beneficiare del regime degli impatriati.
Nel caso di specie, un contribuente, in vista della scadenza del contratto con il datore di lavoro estero, avviava con quest’ultimo una negoziazione per essere trasferito in Italia, rientrando nel frattempo in Italia e iscrivendosi all’anagrafe della popolazione residente il 22.12.2016, anche per cercare nuove opportunità lavorative. Il 30.10.2017 veniva formalizzato il contratto di lavoro con la filiale italiana del gruppo estero.
L’Agenzia ha escluso l’esistenza di un nesso tra il rientro in Italia e l’inizio dell’attività lavorativa (e dunque il beneficio) ritenendo che:

  • il rientro in Italia fosse motivato dalla naturale scadenza del contratto sottoscritto con la società estera e non, invece, da accordi con la filiale italiana “puntualmente finalizzati alla sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro”;
  • la ricerca di impieghi lavorativi alternativi a quello inizialmente preventivato sarebbe indicativa dell’assenza di un collegamento tra i due eventi.

Fonti e riferimenti:

  • art. 16 D.lgs. 14.9.2015 n. 147 (G.U. 22.9.2015 n. 220)
  • Interpello DRE Calabria 18.10.2018 n. 919-114/2018
  • Circolare Agenzia Entrate 23.5.2017 n. 17
  • Il Quotidiano del Commercialista del 10.12.2018 – ”Regime degli impatriati, rientro in Italia agevolato solo con lavoro “certo”” – Ronca P.

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