Residenza in Italia – Prova contraria – Contratto di locazione all’estero (Cass. 20.7.2018 n. 19410)

Con l’ordinanza n. 19410, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un tennista professionista avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva ritenuto provata la sua residenza fiscale in Italia, nonostante egli avesse fornito alcune prove volte a vincere la presunzione di residenza fiscale in Italia prevista, per i cittadini trasferiti in paesi a fiscalità privilegiata, dall’art. 2 co. 2-bis del TUIR.
Infatti, avendo egli trasferito la residenza a Montecarlo, sosteneva di aver fornito prove della sua effettiva residenza estera mediante contratti di locazione, bollette delle utenze, biglietti aerei, attestazione degli allenamenti sostenuti all’estero, etc.
In particolare, la Cassazione ha eccepito alla sentenza della CTR il vizio di non aver motivato le ragioni per cui ha ritenuto che tali elementi di prova non fossero in grado di superare la presunzione di legge.

Fonti e riferimenti

  • art. 2 DPR 22.12.1986 n. 917 (S.O. n. 1 G.U. 31.12.1986 n. 302)
  • Cass. 20.7.2018 n. 19410
  • Cass. 3.3.2017 n. 5388
  • Cass. 4.9.2013 n. 20285
  • Il Quotidiano del Commercialista del 21.7.2018 – ”Va considerato il contratto di locazione per valutare la residenza” – Mauro A.
  • Il Quotidiano del Commercialista del 5.9.2013 – ”L’affitto pagato regolarmente all’estero dimostra la residenza del tennista” – Alberti

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