city continent country destination

Residenza fiscale delle persone fisiche – Trasferimento all’estero della residenza – Mantenimento del lavoro in Italia – Domicilio – Abitazione permanente (Cass. 6.6.2022 n. 18009)

La Corte di Cassazione, nella sentenza 6.6.2022 n. 18009, ha chiarito che non si considera residente in Italia il cittadino italiano iscritto all’AIRE che abbia in Svizzera la residenza propria, del proprio coniuge e dei propri figli, anche se egli tutti i giorni si reca in Italia per lavorare, ricoprendo l’incarico di amministratore in una società italiana.
Nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate aveva accertato redditi di lavoro dipendente e assimilati per il 2004, ritenendo sussistente la residenza in Italia, avendo il contribuente mantenuto il domicilio in Italia, avendo ricoperto l’incarico di amministratore in Italia.
Secondo la Corte di Cassazione, la C.T.Reg. ha correttamente applicato l’art. 2 co. 2 del TUIR, affermando che il contribuente aveva fornito la prova contraria, idonea a vincere la presunzione di conservazione della residenza in Italia.
In particolare, secondo la Corte, da un lato, la residenza fiscale coincide con il centro degli interessi vitali, che è dato dal luogo in cui si trova la sede sia degli interessi personali che professionali; dall’altro, in base alla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera, in caso di conflitto di residenza, in primo luogo rileva il luogo ove il contribuente ha l’abitazione permanente, che nel caso di specie era la Svizzera.

Fonti e riferimenti:

– art. 2 DPR 22.12.1986 n. 917

– Cass. 6.6.2022 n. 18009

– Il Quotidiano del Commercialista del 20.6.2022 – ”Iscritto all’AIRE residente in Svizzera se vi ha l’abitazione permanente” – Mauro A.