Residenza fiscale – Cittadino trasferito all’estero – Domicilio in Italia (Cass. 13.5.2015 n. 9723)

La Corte di Cassazione, nella sentenza 13.5.2015 n. 9723, ha ritenuto corretto considerare fiscalmente residente in Italia un cittadino Italiano iscritto all’AIRE e trasferito a San Marino che abbia mantenuto in Italia il domicilio, come definito dall’art. 43 Codice Civile.

Si segnala che la fattispecie esaminata dalla Corte è anteriore all’entrata in vigore del comma 2-bis dell’art. 2 del TUIR, che ha introdotto una presunzione di residenza in Italia per il cittadino Italiano trasferito in Paesi a fiscalità privilegiata. Tale presunzione, tuttavia, non si applica al caso di specie, non avendo la norma portata retroattiva.

Gli elementi di prova che, secondo la Corte, consentono di individuare il domicilio in Italia, nel caso di specie, sono i seguenti:

  • la famiglia del contribuente abitava e risiedeva in Italia;
  • i figli del contribuente avevano frequentato gli studi in Italia;
  • il contribuente possedeva in Italia diverse proprietà immobiliari e società;
  • il contribuente possedeva in Italia la sua casa di proprietà, peraltro assicurata come “dimora abituale”;
  • il contribuente movimentava conti correnti esistenti in Italia.

D’altro canto, in San Marino il contribuente non possedeva alcuna civile abitazione.

Qui il testo della sentenza

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