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Residenza della persona fisica – Territorialità delle prestazioni di lavoro dipendente e autonomo (risposte interpello Agenzia delle Entrate 17.1.2023 nn. 50, 53, 54 e 55)

Con una serie di risposte a interpello del 17.1.2023, l’Agenzia delle Entrate ha focalizzato l’attenzione sul parametro della permanenza fisica delle persone fisiche nel territorio di uno Stato, valutando come tale circostanza incida a vario titolo sull’individuazione della residenza fiscale e della territorialità di alcuni redditi.
Secondo la risposta n. 54/2023, il conflitto di residenza per il periodo 1.1.2022-31.5.2022 va risolto mediante ricorso alla clausola di split year prevista dall’art. 4 paragrafo 4 della Convenzione Italia-Svizzera, la quale consente alla persona di essere considerata fiscalmente residente in Italia solo per il periodo 1° giugno-31 dicembre.
La risposta n. 50/2023 si è invece occupata della situazione in cui un lavoratore dipendente di una società irlandese, residente in Italia, non ha potuto trasferire la propria residenza all’estero a causa del blocco alla circolazione determinato dall’emergenza COVID entro la prima metà del periodo di imposta 2021, situazione che deve essere risolta alla luce dell’art. 3 della Convenzione Italia-Irlanda. In altre parole, posto che la persona risultava fisicamente presente in Italia per un periodo complessivamente superiore a 91 giorni, la stessa, ad avviso dell’Agenzia, deve essere considerata fiscalmente residente in Italia per il 2021.

Fonti e riferimenti:

– Risposta interpello Agenzia Entrate 17.1.2023 n. 55

– Risposta interpello Agenzia Entrate 17.1.2023 n. 54

– Risposta interpello Agenzia Entrate 17.1.2023 n. 53

– Il Quotidiano del Commercialista del 18.1.2023 – ”Permanenza fisica con effetti sulla residenza fiscale” – Corso L.

– Il Sole – 24 Ore del 18.1.2023, p. 36 – ”Nuovi limiti all’applicazione delle retribuzioni convenzionali” – Sante Smilari – Strafile