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Remunerazione per attività di staking – Natura del reddito e obblighi di monitoraggio fiscale (risposta interpello Agenzia delle Entrate 24.8.2022 n. 433)

In base alla risposta a interpello 24.8.2022 n. 433, le remunerazioni in criptovaluta derivanti dall’attività di staking:– costituiscono redditi di capitale ai sensi dell’art. 44 co. 1 lett. h del TUIR (e non redditi diversi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere ai sensi dell’art. 67 co. 1 lett. l);– non devono essere indicate nel quadro RW della dichiarazione se l’intermediario che accredita le criptovalute nel wallet è italiano.Il problema si è posto in quanto con l’attività di staking, a fronte della produzione e della validazione dei blocchi sulla blockchain, le criptovalute possedute sono assoggettate ad un vincolo di indisponibilità, a fronte del quale viene però corrisposto un premio a sua volta in criptovalute.
Fonti e riferimenti:
– art. 44 DPR 22.12.1986 n. 917
– Risposta interpello Agenzia Entrate 24.8.2022 n. 433
– Il Quotidiano del Commercialista del 25.8.2022 – ”È reddito di capitale il premio in criptovalute per lo staking” – Redazione
– Il Sole – 24 Ore del 25.8.2022, p. 22 – ”Se il wallet è italiano i redditi non seguono il Quadro Rw” – A.Gal.