Regolarizzazione attività finanziarie per chi ha lavorato all’estero

Con un emendamento approvato il 14-11-2017 in Commissione Bilancio, il decreto collegato alla legge di Bilancio 2018 (D.L. n. 148/2017) si arricchisce di un provvedimento in base al quale le attività depositate e le somme detenute sui conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero, in violazione degli obblighi di monitoraggio:
  • da soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero dai loro eredi, che in precedenza 1) erano residenti all’estero, iscritti all’Aire o 2) hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera e in Paesi limitrofi;
  • derivanti da redditi prodotti all’estero;

potranno essere regolarizzate mediante presentazione del Modello RW e con il versamento di un importo omnicomprensivo, anche sui redditi prodotti dalle stesse, pari al 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016, a titolo di imposte, sanzioni e interessi.

Qualora la norma dovesse passare i passaggi parlamentari, è altresì previsto che la domanda di regolarizzazione potrà essere trasmessa fino al 31 luglio 2018 e il versamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2018 ovvero in tre rate mensili consecutive di pari importo.

Fonte:

  • Il Sole – 24 Ore del 15.11.2017, p. 5 – ”Fisco, «scudo» per chi ha lavorato all’estero” – Fotina – Mobili

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