Regime degli “impatriati”

Con risposta ad interrogazione parlamentare 31.7.2018 n. 5-00285 è stato indicato che, nel caso in cui si verifichi un’interruzione tra il termine di un primo contratto di lavoro e l’inizio di un secondo dovuta esclusivamente al ricorrere di un giorno festivo, deve ritenersi – in linea generale – comunque soddisfatto il requisito “sostanziale” della continuità dell’attività di lavoro svolta all’estero negli ultimi 24 mesi, richiesto ai fini del regime degli “impatriati” di cui all’art. 16 co. 2 del D.lgs. 147/2015.
Invece, si può giungere a diverse conclusioni in situazioni diverse da quella specificamente rappresentata: si tratta di valutare le singole circostanze alla luce della ratio della disciplina agevolativa (anche utilizzando l’istituto dell’interpello).

Fonti e riferimenti:

  • art. 16 D.lgs. 14.9.2015 n. 147 (G.U. 22.9.2015 n. 220)
  • Interrogazione parlamentare 31.7.2018 n. 5-00285
  • Il Quotidiano del Commercialista del 25.8.2018 – ”I giorni festivi non interrompono la continuità di lavoro per gli impatriati” – Alberti P.
  • Il Quotidiano del Commercialista del 7.7.2018 – ”Per il regime degli impatriati, residenza fiscale all’estero nei due anni prima del rimpatrio” – Alberti P.

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