Regime degli impatriati – Rientro in Italia alle dipendenze della medesima impresa (risposta interpello Agenzia delle Entrate 25.3.2022 n. 157)

Con la risposta a interpello 25.3.2022 n. 157 l’Agenzia delle Entrate ha ammesso al regime degli impatriati di cui all’art. 16 del D.lgs. 147/2015 un lavoratore olandese, residente dal 2012 al 2019 nel Regno Unito, ove ha prestato attività lavorativa presso una società estera, e trasferito in Italia a marzo 2020, mantenendo in essere il rapporto di lavoro con la medesima società estera, in modalità remote working dall’Italia.
L’Agenzia, prescindendo dalle considerazioni che hanno determinato il trasferimento della persona in Italia e dando per acquisito il requisito della residenza in Italia dal periodo di imposta 2020, si limita ad evidenziare che, come già chiarito dalla circ. 33/2020 (§ 7.5), possono accedere all’agevolazione i soggetti che vengono a svolgere in Italia attività di lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro con sede all’estero, o i cui committenti (in caso di lavoro autonomo o di impresa) siano stranieri (non residenti).
Da ultimo, l’Agenzia precisa che, in presenza di datore di lavoro estero, quindi non qualificabile come sostituto d’imposta, è possibile fruire dell’agevolazione direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Fonti e riferimenti:

– art. 16 D.lgs. 14.9.2015 n. 147

– Risposta interpello Agenzia Entrate 25.3.2022 n. 157

– Il Quotidiano del Commercialista del 26.3.2022 – ”Impatriati” con lo smart working alle dipendenze del proprio datore estero” – Corso L.

– Il Sole – 24 Ore del 26.3.2022, p. 25 – ”Impatriati per il lavoro da remoto al Sud” – Longo