Regime degli impatriati – Rientro dopo il distacco all’estero senza sostanziale continuità – Agevolabilità (risposta interpello DRE Lombardia 17.10.2018 n. 904-1251/2018)

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta interpello 904-1251/2018 non ancora pubblicata (clicca QUI per il testo integrale), ha ribadito che è possibile beneficiare del regime degli “impatriati” anche nel caso in cui si rientri in Italia dopo un periodo di distacco all’estero, purché l’attività svolta dopo essere rientrato nel nostro Pese non sia in sostanziale continuità con quella precedente.
Nella fattispecie in esame, un contribuente era alle dipendenze di un gruppo multinazionale, assunto in Italia ma inviato, sin dal 2011, in distacco presso altre società dello stesso gruppo, situate sia in Europa sia negli USA. Il contribuente si trasferiva con la famiglia e si iscriveva sin dal primo periodo di distacco all’AIRE, acquisendo pertanto lo status di residente fiscale estero. Nel 2017 lo stesso rientrava in Italia e si licenziava, riacquisendo nello stesso anno la residenza fiscale italiana e svolgendo, inizialmente, un’attività di consulenza con partita IVA e, successivamente, quella di dipendente presso una società terza.
In un caso così rappresentato, l’Agenzia ha ravvisato il collegamento tra il rientro in Italia e l’inizio della nuova attività lavorativa, consentendo la fruizione del beneficio del regime agevolato sia per l’attività di lavoro autonomo sia per quella successiva di dipendente.

Fonti e riferimenti:

  • art. 16 D.lgs. 14.9.2015 n. 147 (G.U. 22.9.2015 n. 220)
  • Risposta DRE Lombardia 17.10.2018 n. 904-1251/2018
  • Il Quotidiano del Commercialista del 4.12.2018 – ”Regime degli impatriati per il rientro di lavoratori distaccati “senza continuità”” – Guercilena G. – Tini S.

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