Regime degli impatriati – Novità del DL 34/2019 (c.d. DL “crescita”) – Adempimenti

Come indicato nella Circolare Agenzia delle Entrate 17/2017, parte II,
§ 4, alla luce di quanto contenuto nei Provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 luglio 2011, prot. 97156, del 29 marzo 2016, prot. 46244 e del 31 marzo 2017, prot. 64188, per beneficiare del regime degli impatriati, i lavoratori devono presentare una richiesta scritta al datore di lavoro, che deve contenere:
– le generalità e il codice fiscale;
– l’indicazione della data di rientro in Italia e della prima assunzione in Italia (in caso di assunzioni successive o più rapporti di lavoro dipendente);
– la dichiarazione di possedere i requisiti previsti per accedere all’agevolazione;
– l’indicazione dell’attuale residenza in Italia;
– l’impegno a comunicare tempestivamente ogni variazione della residenza prima del decorso del periodo minimo previsto dalla norma della quale si chiede la fruizione;
– la dichiarazione di non beneficiare contemporaneamente degli incentivi fiscali previsti dall’art. 44 del DL 78/2010, dalla L. 238/2010, dall’art. 16 del D.lgs. 147/2015 e dall’art. 24-bis del TUIR.
La richiesta deve essere presentata all’attuale datore di lavoro anche in caso di seconda o ulteriore assunzione (rispetto a quella per cui il lavoratore è rientrato).

Fonti e riferimenti:

  •   art. 16 D.lgs. 14.9.2015 n. 147
  • Il Sole – 24 Ore del 20.5.2019, p. 21 – ”Le mosse del datore sul rientro dei cervelli” – Rota Porta – Lombardo   

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