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Redditi dei fabbricati situati all’estero e concessi in affitto – Determinazione

In base all’art. 67 co. 1 lett. f) del TUIR, rientrano tra i redditi diversi i proventi degli immobili situati all’estero che applicano le disposizioni dell’art. 70 co. 2 del TUIR per l’individuazione dei criteri di imposizione.Con riferimento agli immobili locati, per i soggetti non imprenditori e le società semplici è previsto che:– se il reddito derivante dalla locazione è soggetto a imposte sui redditi nello Stato estero, occorre indicare nella dichiarazione italiana l’ammontare dichiarato nello Stato ove è situato l’immobile. In questo caso, spetta il credito per le imposte estere, e non la deduzione forfetaria del 15%;– se, invece, lo Stato estero non prevede l’imposizione diretta sui canoni di locazione, concorre alla formazione del reddito italiano il canone ridotto del 15%, senza poter fruire del credito per le imposte estere.In base alla circ. dell’Agenzia delle Entrate 9.5.2013 n. 13 (§ 5.2), è possibile prendere in considerazione le spese strettamente inerenti al reddito prodotto all’estero.Tale impostazione, che si rinveniva già nella ris. DRE Lombardia 15.2.2010 n. 12155, è stata confermata anche dall’ordinanza della Corte di Cassazione 26.10.2021 n. 30006, per la quale è stato ritenuto corretto dichiarare in Italia un importo pari a zero a fronte di un canone di locazione di un immobile in Germania di 41.552 euro, con oneri deducibili nella dichiarazione tedesca di 44.380 euro.
Fonti e riferimenti:
– art. 67 DPR 22.12.1986 n. 917
– Il Quotidiano del Commercialista del 16.11.2022 – ”Affitti da immobili esteri imponibili in Italia secondo la dichiarazione estera” – Sanna S.