Raddoppio dei termini per violazioni penali – Abrogazione dell’istituto – Contenzioso pendente

Nonostante il raddoppio dei termini per violazioni penali sia stato abrogato dalla Legge 208/2015 (con decorrenza dall’anno 2016), il contenzioso pendente in relazione agli anni pregressi è cospicuo.
Tuttavia, l’orientamento della giurisprudenza di legittimità su molti aspetti critici è ormai consolidato.

Ad esempio:

  • non trova mai applicazione il raddoppio dei termini ai fini dell’IRAP;
  • viene respinta la tesi secondo cui la Legge 208/2015 ha implicitamente abrogato la disciplina transitoria introdotta dal D.lgs. 128/2015 e quindi si ritiene operante anche per il passato quanto ivi previsto (si ricorda che il D.lgs. 128/2015 ha stato sancito che, per gli accertamenti notificati dal 3.9.2015, il raddoppio opera a condizione che la denuncia penale sia stata trasmessa entro i termini decadenziali ordinari).

Fonti e riferimenti:

  • art. 1 D.lgs. 5.8.2015 n. 128 (G.U. 18.8.2015 n. 190)
  • art. 43 DPR 29.9.1973 n. 600 (S.O. n. 1 G.U. 16.10.1973 n. 268)
  • Il Sole – 24 Ore del 6.6.2018, p. 25 – ”Termini di decadenza senza raddoppio ma le vecchie regole resistono ancora” – Ambrosi – Iorio
  • Il Sole – 24 Ore del 6.6.2018, p. 25 – ”Prevale la sanzione di «specialità»” – Ambrosi – Iorio

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