Proroga impatriati solo per iscritti Aire

Il provvedimento 60353/2021 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 3 marzo 2021 ha definito le modalità con cui i lavoratori impatriati possono optare per la proroga quinquennale dell’agevolazione di cui all’art. 5, comma 2bis del DL 34/2019, introdotta dal comma 50 della Legge di Bilancio per il 2021.

Il documento conferma che l’estensione è opzionabile solo da lavoratori dipendenti e autonomi (non dagli sportivi professionisti) iscritti all’Aire (condizione che non appare coerente con quanto disposto in materia dal comma 5ter dell’art. 16 del D.lgs. 147/2015) e che alla data del 31 dicembre 2019 già fruissero dell’incentivo fiscale.

L’opzione si esercita mediante il versamento in un’unica soluzione di:

  • a) un importo pari al 10 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia, oggetto dell’agevolazione di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il soggetto al momento dell’esercizio dell’opzione ha almeno un figlio minorenne, anche in affido preadottivo, o è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro diciotto mesi dalla data di effettuazione del versamento, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza l’applicazione di sanzioni. L’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà;
  • b) un importo pari al 5 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia oggetto dell’agevolazione di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il soggetto al momento dell’esercizio dell’opzione ha almeno tre figli minorenni, anche in affido preadottivo, e diventa o è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro diciotto mesi dalla data di effettuazione del versamento, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito senza l’applicazione di sanzioni. L’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà”.

Riferimenti:

  • D.lgs. 147/2015, art. 16;
  • DL 34/2019;
  • Legge di Bilancio 2021;
  • Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 60353/2021 del 3 marzo 2021.

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