Proroga agevolazione impatriati e iscrizione AIRE

Con la risposta a interpello n. 789 del 24 novembre 2021, l’Agenzia delle Entrate è tornata sul tema dell’iscrizione all’AIRE quale requisito per poter accedere alla proroga a pagamento dell’agevolazione prevista per i lavoratori impatriati.

La risposta è stata definita – eufemisticamente – “criptica”: in effetti, non fuga i dubbi, al limite ne introduce di nuovi ma, magari, è un tentativo per trovare sponda nel Legislatore.

Ricordo che la facoltà di proroga è prevista dall’art. 5 comma 2-bis del DL 34/2019, introdotto dall’art. 1 comma 50 della Legge 178/2020 e prevede che, per accedere al beneficio, i soggetti interessati:
– devono essere stati iscritti all’AIRE o essere cittadini di Stati membri dell’Unione europea;
– devono avere trasferito la residenza prima del 30 aprile 2019 (termine individuato dal provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate 3 marzo 2021 n. 60353);
– devono già essere beneficiari, alla data del 31 dicembre 2019, delle agevolazioni per gli impatriati.

Al riguardo, con la precedente risposta a interpello n. 594/2021, l’Agenzia aveva chiarito che:
– in mancanza di limitazioni soggettive, possono esercitare l’opzione i c.d. contro-esodati che abbiano trasferito la residenza fiscale in Italia prima del 30 aprile 2019 e che alla data del 31 dicembre 2019 già beneficiavano del regime speciale per lavoratori impatriati;
– risultano esclusi dalla possibilità di esercitare l’opzione di proroga i cittadini italiani non iscritti all’AIRE.

Nel confermare la posizione espressa nella risposta 594/2021 circa la facoltà di accesso al beneficio anche per i c.d. “controesodati” che abbiano esercitato l’opzione di cui al comma 4 dell’art. 1 del D.lgs. 147/2015, la nuova risposta, in relazione al requisito dell’iscrizione all’AIRE:

  • dapprima ricorda che l’iscrizione all’AIRE non era un requisito di accesso agli incentivi per i “controesodati” di cui alla L. n. 238/2010, né era un requisito per esercitare l’opzione di cui all’art. 16 comma 4 del D.lgs. 147/2015;
  • poi che l'”obbligo” di iscrizione all’AIRE è stato superato dal comma 5-ter dell’art. 16 del D.lgs. 147/2015, sia per chi è rientrato dal 2020 in avanti, sia per coloro che si sono trasferiti entro il periodo di imposta 2019;
  • e, infine, in modo poco chiaro e apparentemente senza seguire un comprensibile filo logico, conclude affermando che i soggetti “controesodati”, che siano stati iscritti all’AIRE e che al 31 dicembre 2019 beneficiavano del regime speciale per lavoratori impatriati, possano esercitare l’opzione per la proroga di ulteriori 5 anni del beneficio .

Se da un lato, quindi, pare non considerare quale causa di esclusione ineludibile l’iscrizione all’AIRE, dall’altro, in riferimento al caso di specie, sembra invece ricollegare l’ammissibilità del beneficio alla sussistenza di tale requisito formale.

Fonti e riferimenti:

  • Legge 238/2010
  • art. 16 D.lgs. 147/215
  • art. 5 comma 2bis DL 34/2019
  • art. 1 comma 50 Legge 178/2020;
  • Risposta ad interpello n. 594/2021;
  • Risposta ad interpello n. 789/2021
  • Eutekne.info del 25.11.2021 – ”Proroga degli impatriati per i contro-esodati con dubbio AIRE” – Luisa Corso