Obbligo di fatturazione elettronica – Soggetti identificati ai fini IVA in Italia e non stabiliti nel territorio dello Stato (circ. Agenzia delle Entrate 2.7.2018 n. 13)

Con la Circolare del 2 luglio 2018 n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’obbligo di fatturazione elettronica di cui all’art. 1 co. 3 del D.lgs. 127/2015 non si applica ai soggetti che sono identificati ai fini IVA in Italia, ex art. 17 co. 3 ovvero ex art. 35-ter del DPR 633/72, ma non sono stabiliti nel territorio dello Stato.
Il chiarimento si è reso necessario in quanto si è registrato un parziale disallineamento tra le disposizioni di cui all’art. 1 co. 3 del D.lgs. 127/2015 e la decisione del Consiglio UE 2018/593 con la quale l’Italia è stata autorizzata ad introdurre l’obbligo di fatturazione elettronica in deroga alle previsioni della direttiva 2006/112/CE.
Infatti, l’autorizzazione è stata rilasciata per le sole fatture emesse da soggetti passivi stabiliti nel territorio italiano. Pertanto, la norma nazionale deve essere interpretata in senso conforme alla decisione di autorizzazione.
Tuttavia, nel documento di prassi l’Agenzia precisa che non è incompatibile con l’autorizzazione concessa dal Consiglio UE l’emissione di fatture elettroniche nei confronti di un soggetto identificato ai fini IVA in Italia ma non ivi stabilito (o residente), purché su richiesta possa ottenere copia cartacea della fattura.

Fonti e riferimenti

  • art. 1 D.lgs. 5.8.2015 n. 127 (G.U. 18.8.2015 n. 190)
  • Decisione (UE) 16.4.2018 n. 593
  • Circolare Agenzia Entrate 2.7.2018 n. 13
  • Il Quotidiano del Commercialista del 6.7.2018 – ”Fattura elettronica solo per i soggetti stabiliti” – La Grutta S.
  • Il Quotidiano del Commercialista del 3.7.2018 – ”Possibile la trasmissione della fattura elettronica con un “minimo ritardo”” – Bilancini L. – La Grutta S.

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