Novità dello schema di DLgs. di recepimento della Direttiva UE 2016/1164 (c.d. ATAD)

Lo schema di D.lgs. di recepimento della Direttiva 2016/1164/UE (c.d. direttiva ATAD) modifica i presupposti di applicazione della disciplina CFC, prevedendo che le relative disposizioni operino se, congiuntamente:

  • i soggetti controllati residenti sono assoggettati a tassazione effettiva inferiore alla metà di quella a cui sarebbero stati soggetti se residenti in Italia;
  • oltre un terzo dei proventi da essi realizzati rientra in una o più delle categorie di redditi qualificati come passive income.

L’impostazione adottata attribuisce rilevanza, in linea con l’orientamento internazionale, alla tassazione effettiva del Paese di localizzazione, in luogo del regime attuale che attribuisce, invece, rilevanza al livello di tassazione nominale.
Ulteriore modifica attiene poi alla previsione della sola esimente dello svolgimento di un’attività economica sostanziale mediante l’impiego di personale, attrezzature, attivi e locali.
Le modifiche in parola troverebbero applicazione dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2018 (con impatto, quindi, per la prima volta, sui modelli REDDITI 2020); non sono, inoltre, previsti periodi transitori di applicazione.

Lo schema, inoltre, riscrive l’art. 166 del TUIR sul trasferimento all’estero di imprese commerciali.
Nel suo articolo sul 24Ore, Miele ricorda che l’art. 166 co. 2-quater del TUIR attualmente vigente e il DM 2.7.2014 dispongono che i soggetti che trasferiscono la residenza, ai fini delle imposte sui redditi, nella UE ovvero in Stati aderenti allo SEE, con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo sulla reciproca assistenza in materia di riscossione dei crediti tributari comparabile a quella assicurata dalla Direttiva 2010/24/UE, possono optare per la sospensione della tassazione fino al realizzo effettivo della plusvalenza relativa agli elementi trasferiti.
In aderenza a quanto previsto dalla Direttiva ATAD, tale regime di sospensione verrebbe eliminato dal 2019; resta ferma la possibilità di rateizzazione delle imposte dovute, ridotte da sei a cinque (di pari importo), maggiorate di interessi e previa prestazione di eventuali garanzie.
La c.d. exit tax opera anche in caso di trasferimento, mediante operazioni straordinarie, di attività a stabili organizzazioni all’estero o di stabili organizzazioni in Italia da parte di soggetto non residente.

Fonti e riferimenti:

  • Direttiva (UE) 12.7.2016 n. 1164;
  • Il Quotidiano del Commercialista del 4.9.2018 – ”CFC qualificate in base alla tassazione effettiva” – Corso L. – Odetto G.;
  • l Sole – 24 Ore del 4.9.2018, p. 19 – ”Doppia stretta sull’exit tax”- Miele;
  • Il Sole – 24 Ore del 4.9.2018, p. 19 – ”Branch exemption nel mirino” – Miele.

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