Lavoro dipendente prestato all’estero – Incentivi all’esodo e scomputo dei contributi previdenziali e sanitari (risposte interpello Agenzia delle Entrate 27.12.2018 nn. 132 e 134)

Secondo la risposta interpello Agenzia delle Entrate 27.12.2018 n. 132, le somme percepite da un soggetto non residente a titolo di incentivo all’esodo:
– rientrano, come il TFR, tra quelle imponibili in capo ai non residenti a norma dell’art. 23 co. 2 lett. a) del TUIR se corrisposte da un datore di lavoro residente;
– seguono la disciplina convenzionale dei redditi di lavoro dipendente e, pertanto non sono assoggettate a tassazione in Italia.
La risposta interpello 27.12.2018 n. 134 ribadisce, invece, che il reddito di fonte estera percepito da soggetti residenti in Italia è tassato in Italia al netto delle contribuzioni obbligatorie; non è, invece, possibile dedurre dalla base imponibile oneri (nella fattispecie, una trattenuta operata per il finanziamento interno dell’istituto alle cui dipendenze è il lavoratore) non espressamente previsti né dalla normativa interna italiana, né dalla Convenzione che lega l’Italia all’altro Stato.

Fonti e riferimenti:

  • art. 17 DPR 22.12.1986 n. 917 (S.O. n. 1 G.U. 31.12.1986 n. 302)
  • art. 23 DPR 22.12.1986 n. 917 (S.O. n. 1 G.U. 31.12.1986 n. 302)
  • art. 15 Convenzione OCSE contro le doppie imposizioni 21.11.2017
  • Risposta interpello Agenzia Entrate 27.12.2018 n. 132
  • Risposta interpello Agenzia Entrate 27.12.2018 n. 134    
  • Circolare Agenzia Entrate 24.4.2015 n. 17    
  • Il Quotidiano del Commercialista del 28.12.2018 – ”Reddito per il lavoro all’estero al netto dei contributi” – Odetto G.   

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