Impatriati e rientro da distacco

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta ad interpello n. 683 del 7 ottobre 2021, ha confermato quanto già affermato nella Circolare n. 33/E del 28 dicembre 2020 e ribadito in alcune precedenti Risposte (n. 510 e n. 956-2385 – non pubblicata – del 2019, nn. 42 e 136 del 2021). In particolare, a parere dell’Agenzia delle Entrate, qualora:

  • Il rientro intervenga al termine naturale del distacco, anche se più volte prorogato;
  • il rientro avvenga in sostanziale “continuità” lavorativa con la posizione rivestita prima del periodo di distacco all’estero,

il contribuente non potrà beneficiare del regime previsto per i lavoratori “impatriati” (art. 16 D.lgs. 147/2015).

Si segnala che, nel caso di specie, il contribuente aveva indicato che, durante la permanenza all’estero, era intervenuto un sostanziale cambiamento nella propria posizione lavorativa (passaggio a contratto di lavoro come dirigente) : ma, pare, che ciò non sia stato considerato come rilevante dall’estensore della risposta.

Ref.

  • Art. 16 D.lgs. 147/2015;
  • Circolare Agenzia Entrate n. 17/E del 23 maggio 2017;
  • Circolare Agenzia Entrate n. 33/E del 28 dicembre 2020;
  • Risposte ad interpello nn. 510 e 956-2385 del 2019, nn. 42, 136 e 683 del 2020.