Il lavoro del dottore commercialista

Noi dottori commercialisti di AIDC ci siamo sentiti in dovere di dare una risposta all’intervento che Aldo Grasso ha pubblicato sul Corriere della Sera di lunedì 7 settembre (corriere tv) a seguito della trasmissione: “Mi manda Rai 3” della domenica precedente.

Questo il testo che i nostri vertici hanno predisposto a tutela delle migliaia di colleghi che ogni giorno, con il proprio impegno, costruiscono l’efficienza di cui altri prendono poi il merito.

“Caro Aldo Grasso, il suo intervento sul sito del Corriere della Sera del 7 settembre (“Mi manda Raitre, quando la tv non è maestra di vita” con sottotitolo “I casi di commercialisti truffaldini sono sempre esistiti, ma lo spettatore non ha imparato niente”) impone una risposta da parte dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC), a difesa e tutela di tutti i 110.000 commercialisti italiani e delle loro famiglie.

No caro Aldo Grasso, i cittadini non dovrebbero dalla televisione imparare a diffidare dei commercialisti, ma di quelli che “commercialisti” non sono. O i cittadini si affidano ai “commercialisti” veri, iscritti all’albo, soggetti al codice di disciplina e a norme deontologiche rigorose, obbligati a stipulare polizze assicurative contro la responsabilità civile professionale che siano in grado di ristorare il contribuente dagli errori fatti dal professionista, il tutto A TUTELA PROPRIO DEI CITTADINI!, oppure continuerà ad accadere questo.

No caro Aldo Grasso, dalla televisione non si può imparare a generalizzare come fa lei, a denigrare una categoria perché qualche farabutto si spaccia per un suo appartenente. Questo tipo di ragionamento alimenta solo superficialità e qualunquismo. La stessa superficialità e lo stesso qualunquismo che portano tanti (forse troppi) a ritenere, ad esempio che tutti i politici siano corrotti; che tutti gli imprenditori siano evasori e sfruttatori del lavoro altrui; che tutti gli impiegati della pubblica amministrazione siano fannulloni e furbetti; che tutti i giornalisti siano asserviti al potere.

No caro Aldo Grasso, non è così che si fa informazione.
E poiché noi la pensiamo diversamente, poiché noi non siamo abituati a generalizzare, lanciamo una sfida: “adotta anche tu un Aldo Grasso”! La invitiamo a trascorrere un paio di settimane della sua vita presso lo studio di due Colleghi. Potrà scegliere uno studio un po’ più strutturato e uno studio un po’ più piccolo (non vogliamo utilizzare il termine “tradizionale”).

Così potrà, ancorché solo minimamente, rendersi conto della vita e del lavoro di un “commercialista”. Questo ad onore della verità. Quella verità che da giornalista dovrebbe sempre ricercare e che il servizio pubblico dovrebbe garantire. 

Se vorrà accogliere il nostro invito ne saremo felici. Forse in futuro non saremo più costretti a leggere queste fastidiose e offensive generalizzazioni.

Infine le segnaliamo che alcuni Ordini italiani e molti commercialisti hanno da tempo adottato, adeguando il messaggio alla propria città, in funzione del proprio territorio, una campagna mediatica di sensibilizzazione dell’opinione pubblica come quella dell’Ordine di Milano:


Noi commercialisti non vogliamo sostituirci ai giornalisti e fare informazione, ma, se nel suo prossimo editoriale volesse citare questa campagna d’informazione, magari gli spettatori e i lettori del giornale avrebbero un elemento in più per evitare in futuro queste brutte esperienze.”

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