FNC: analisi delle pressione fiscale in Italia, in Europa e nel mondo.

La Fondazione nazionale dei Commercialisti ha elaborato un documento che “passa in rassegna gli indicatori di pressione fiscale nazionali e internazionali con l’obiettivo di offrire una panoramica ampia sulle più importanti misure utilizzate per calcolare il peso di imposte, tasse e contributi sulla popolazione, sulle famiglie e sulle imprese. In particolare, sono presentati, in maniera dettagliata, i dati Istat ed Eurostat sul gettito fiscale e contributivo in rapporto al Pil, sia per l’Italia che per gli altri paesi europei, insieme ai dati Ocse sul cuneo fiscale e ai dati Banca mondiale sul total tax rate. Lo studio permette di confrontare la pressione fiscale ufficiale italiana, pari nel 2019 al 42,4%, con quella reale, rielaborata dalla FNC sul Pil al netto del sommerso, che risulta pari al 48,2%, ma anche con quella che grava sulle imprese o sul lavoro. Nel primo caso, ricorrendo ai dati della banca mondiale, l’Italia, con il 59,1% è al secondo posto in Europa. Sul lavoro, invece, il cuneo fiscale Ocse per il dipendente single è pari al 48%, terzo posto in Europa, mentre il cuneo per il dipendente spostato con due figli è pari al 39,2%, primo posto in Europa. Il documento presenta anche un’analisi dettagliata delle serie storiche della pressione fiscale che, per l’Italia, partono dal 1980, mentre per l’Europa dal 1995. Per l’Italia, il 2019 segna un brusco rialzo della pressione fiscale che interrompe un ciclo di riduzione durato cinque anni, dal 2014 al 2018. Dopo lo shock fiscale del biennio 2012-2013, pari ad un incremento di 2,1 punti di Pil, la pressione fiscale si è ridotta nel quinquennio 2014-2018 di 1,7 punti, per poi risalire bruscamente nel 2019 di 0,7 punti. Nel complesso, il recupero dopo lo shock, causato dalla crisi del debito, è stato pari a 1 punto di Pil. Nello stesso tempo, invece, la pressione fiscale che grava sulle famiglie, rielaborata dalla FNC a partire dai dati Istat sul gettito delle singole imposte, si è ulteriormente incrementata“.

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