Fatturazione elettronica: un po’ di chiarezza

Negli ultimi giorni vi staranno (e ci stanno) tempestando di email con le richieste più disparate in relazione ai nuovi obblighi di fatturazione elettronica: chi fa compilare dei form online, chi chiede di mandare documenti firmati e scansionati, chi spiega che siamo obbligati ad indicare PEC e anche Codice Destinatario, chi intima scadenze. E chi più ne ha più ne metta …

Poiché già i vantaggi del nuovo sistema sono tutti da dimostrare, soprattutto a livello delle sue conseguenze sul livello competitivo delle nostre imprese rispetto a quelle degli altri Stati del mondo (per inciso: non è un obbligo dettato dalla oggi tanto vituperata Comunità europea, anzi, le disposizioni contenute negli articoli 218 e 232 della direttiva IVA 2006/112/CE, prevedono, rispettivamente, che “gli Stati membri accettano come fattura ogni documento o messaggio cartaceo o elettronico”, e che le fatture “possono essere trasmesse su carta oppure, previo accordo del destinatario, (…) messe a disposizione per via elettronica” e per questo motivo lo Stato italiano ha dovuto chiedere una deroga specifica che scadrà il 31-12-2021 e che potrà essere prorogata solo se saranno fornite prove concrete dei benefici ottenuti …), abbiamo ritenuto di fare chiarezza almeno su come si debba procedere per prepararsi agli obblighi che sorgeranno dal primo gennaio 2019.

Il primo problema che ci si pone è di come procedere con il corretto indirizzamento  delle fatture.

Bene: di fatto, ci troviamo di fronte a tre possibili ipotesi:

  • Il cliente soggetto IVA si è registrato allo SdI:

In questo caso, considerato che il cessionario/committente si è registrato allo SdI, sarà sufficiente che egli comunichi la circostanza al proprio fornitore. Questi non compilerà il campo <PECDestinatario>, mentre indicherà nel campo <Codice Destinatario> sette zeri. La fattura elettronica, una volta ricevuto dallo SdI, verrà inoltrata all’indirizzo telematico indicato in fase di registrazione a cui è associata la partita IVA indicata in fattura inerente il cessionario/committente. 
NON serve chiedere o fare altro

  • Il cliente soggetto IVA non si è registrato allo SdI

In questo, caso il cessionario/committente dovrà comunicare al fornitore il codice destinatario oppure l’indirizzo PEC da utilizzare. Il fornitore indicherà il dato comunicato nel file XML nel campo apposito ed in questo modo lo SdI inoltrerà il file della fattura elettronica all’indirizzo telematico indicato. 

  • MA anche se il cliente, soggetto IVA, registrato o meno allo SdI, NON dovesse comunicare ALCUNCHE’, non ci sarebbero particolari conseguenze per il fornitore. Infatti: 

In queste ipotesi, sarà sufficiente inserire nel campo della fattura elettronica il codice convenzionale “0000000” e il Sistema renderà disponibile il documento al cessionario/committente nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate. Ci si dovrà solo ricordare dell’obbligo di comunicare tempestivamente al cliente che l’originale della fattura elettronica è a sua disposizione nella suddetta area riservata, oppure consegnare una copia informatica o analogica della fattura. FINE, nessun dramma.

Quindi: Keep calm and send Season’s Greetings only

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