False comunicazioni sociali: omissione di informazioni (Cass. pen. 16.5.2018 n. 21672)

La Corte di Cassazione, con la Sentenza 16.5.2018 n. 21672, ha precisato che può integrare il reato di false comunicazioni sociali, ex art. 2621 c.c., il caso in cui vengano omesse le informazioni riferibili a delle garanzie prestate dalla società.
L’omessa indicazione di dati contabili imposti per legge, suscettibili di incidere sul patrimonio dell’impresa anche negli esercizi successivi rispetto a quello in cui i valori economici sono venuti ad esistenza, crea una situazione di illegittimità che si ripete, per ciascun anno di esercizio, fino al momento in cui la condotta reticente non venga a cessare.
È comunque necessario che il dolo sia accertato in concreto, non potendosi ritenere provato l’elemento soggettivo attraverso la mera violazione di norme contabili sulla esposizione delle voci di bilancio, neanche quando il dato taciuto riguardi un importo di grande rilevanza (nel caso di specie, oltre un milione di euro).

Fonti e riferimenti:

  • art. 2621 Codice Civile 16.3.1942 n. 262 (G.U. 4.4.1942 n. 79)
  • Scheda Eutekne n. 1164.01 in Agg. 6/2016 – Artusi
  • Cass. pen. 16.5.2018 n. 21672
  • Cass. pen. 8.11.2016 n. 46689
  • Il Quotidiano del Commercialista del 17.5.2018 – ”Falso in bilancio se si omette l’indicazione delle garanzie prestate” – Artusi M. F.

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