DL Crescita: “rientro dei cervelli”. Possibili agevolazioni per gli sportivi professionisti

Per effetto delle modiche apportate all’art. 16 del D.lgs. 147/2015 dall’art. 5 del DL 34/2019, il regime dei “lavoratori impatriati” è esteso agli sportivi professionisti, essendo venuto meno il requisito di elevata qualificazione o specializzazione previsto dalla previgente versione della norma. 
L’applicabilità del regime agevolativo, che ora contempla una riduzione della base imponibile del 70% (o, in alcuni casi, del 90%), è subordinata:
– allo svolgimento dell’attività lavorativa in modo prevalente sul territorio italiano (la condizione è soddisfatta nel caso in cui un club italiano stipuli un contratto di prestazione sportiva con un calciatore proveniente dall’estero);
– alla condizione che il calciatore non sia stato residente in Italia nei due periodi d’imposta precedenti al trasferimento;
– al mantenimento della residenza in Italia da parte dello sportivo per almeno due anni.
Con riferimento alla seconda condizione, posto che le nuove agevolazioni riguardano i soggetti che acquisiscono la residenza in Italia a partire dal 2020, essa risulta generalmente soddisfatta anche per i soggetti che sono rimasti residenti in Italia fino alla prima metà del 2018 (sono abitualmente tali i calciatori che si sono trasferiti all’estero nella sessione estiva di calciomercato del 2017 – tipicamente a luglio – o in quella invernale della stagione sportiva 2017-2018).

Fonti e riferimenti:

  • art. 5 DL 30.4.2019 n. 34
  • art. 16 D.lgs. 14.9.2015 n. 147
  • Il Quotidiano del Commercialista del 8.5.2019 – ”Redditi dei calciatori professionisti con “sconto” del 70%” – Arginelli P. – Tenore M.   

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