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Dipendenti, pensionati e tirocinanti nei rapporti con la Germania (risposte ad interpello Agenzia delle Entrate 20.1.2023 nn. 113, 115 e 120)

La risposta n. 113/2023 ha ad oggetto il caso di un cittadino tedesco, dipendente di un’università di un Land tedesco, il quale trasferisce la propria residenza in Italia continuando a prestare l’attività di lavoro dipendente per l’università estera in smart working.
L’Agenzia richiama l’art. 19 § 1 lett. a) della Convenzione Italia-Germania, con conseguente imposizione esclusiva nello Stato della fonte (nella specie, la Germania).
In termini generali, si tende a ritenere l’art. 19 del modello OCSE applicabile alle sole remunerazioni erogate dallo Stato o dalle sue diramazioni locali, per tali intendendosi le Regioni, le Province, i dipartimenti, i cantoni, i distretti, gli arrondissements, i Comuni, ecc. (e non, quindi, agli enti che sono una mera “emanazione” degli enti pubblici territoriali, come potrebbe essere l’università).
Nel caso di specie, un possibile appiglio per l’applicazione della norma sul lavoro pubblico prevista dall’art. 19 § 1 sarebbe rinvenibile nel § 14 del protocollo al Trattato stesso, ove viene specificato che le disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo 19 si applicano altresì alle remunerazioni pagate alle persone con nazionalità tedesca che svolgono la propria attività presso istituti scolastici, nella misura in cui dette remunerazioni provengano da fondi pubblici.

Fonti e riferimenti:

– Risposta interpello Agenzia Entrate 20.1.2023 n. 113