Determinazione redditi dei fabbricati situati all’estero e concessi in affitto – Profili critici

In base alle istruzioni al quadro RL del modello REDDITI PF, il contribuente persona fisica che detiene immobili dati in locazione in Stati esteri che (come di regola) sottopongono ad imposizione quella tipologia di proventi, deve dichiarare ed assoggettare tali redditi anche in Italia, senza possibilità di dedurre le spese ad essi relative.
Questa indicazione contrasta tuttavia con quanto indicato nelle Circolari Agenzia delle Entrate 45/2010 (§ 4.1) e 13/2013 (§ 5.2), in base alle quali è invece possibile prendere in considerazione le spese strettamente inerenti all’immobile: infatti, in base alla Risoluzione DRE Lombardia 15.2.2010 n. 12155, è l’ammontare “netto” soggetto a imposizione estera che deve essere indicato anche nella dichiarazione dei redditi italiana, senza alcuna “ulteriore” deduzione di spesa.
In realtà, l’apparente contrasto tra le due impostazioni, dovrebbe potersi dirimere considerando come assoggettato ad imposizione in Italia il medesimo reddito imponibile dello Stato estero, assunto al netto delle spese strettamente inerenti (es. imposte locali, compensi a intermediari immobiliari, oneri condominiali, etc.), ma non – ad esempio – di deduzioni generali per i canoni di locazione.
Ciò dovrebbe valere anche nel caso in cui le spese inerenti siano di ammontare superiore rispetto al canone, per cui la base imponibile risulterebbe pari a zero.

Fonti e riferimenti:

  • art. 70 DPR 22.12.1986 n. 917
  • Il Quotidiano del Commercialista del 28.5.2019 – ”Canone “netto” per gli immobili locati all’estero dalle persone fisiche” – Corso L. – Odetto G.   

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