Definite le regole OCSE per impedire trust e altri schemi capaci di occultare i patrimoni all’estero

Il 9 marzo 2018 l’OCSE ha pubblicato i modelli da utilizzare per effettuare l’invio obbligatorio alle autorità tributarie di informazioni relative a schemi di operazioni potenzialmente idonee ad impedire di risalire all’identità dei titolari effettivi di entità o trust ovvero ad eludere le informative previste dal Common Reporting Standard (CRS) definito da OCSE e G20.

Le “Mandatory Disclosures Rules” si prefiggono lo scopo di impedire che consulenti che collaborano con le imprese (legali, contabili, finanziari e gli intermediari finanziari) predispongano schemi capaci di occultare i beneficiari di patrimoni detenuti all’estero.
Secondo quanto indicato dal MEF in un proprio comunicato stampa “si tratta di un passaggio cruciale per rendere efficaci gli sforzi internazionali di contrastare i fenomeni di evasione ed elusione fiscale”. Del resto, già all’epoca della prima Voluntary Disclosure, voci dei vertici delle DRE, impegnate nell’operazione, indicavano la volontà di portare alla luce i nomi di quei consulenti, che per anni avevano contribuito a ideare le costruzioni artificiose con cui alcuni contribuenti erano riusciti a nascondere patrimoni e materia imponibile, tra gli obiettivi principali della regolarizzazione.

L’OCSE, in base a proprie specifiche stime, ritiene che lo scambio automatico di informazioni tra più di 100 giurisdizioni fiscali in relazione a conti all’estero detenuti da contribuenti di queste stesse giurisdizioni ha già fatto emergere un gettito fiscale aggiuntivo nel Mondo di più di 85 miliardi di dollari.

Fonti e riferimenti:

  • Eutekne.info, sabato 10 marzo 2018

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