Decreto banche: un pensiero personale (polemico)

Alla fine hanno partorito il decreto tanto atteso: ma, forse, sarebbe stato meglio continuare ad attendere …

Infatti, poiché la “controversia” non riguarda dispute tra privati e nemmeno solo i rapporti tra alcune banche e dei privati, come è possibile che uno Stato discrimini (termine da leggere nella accezione negativa di differenziazione non equa e non basata su alcuna ragione accettabile) i propri cittadini? Come può un Paese civile distinguere una truffa (se c’è stata) in base al reddito delle persone, al loro patrimonio, all’ammontare del loro investimento? Come può restituire soldi a persone truffate (se sono state truffate) pro-quota e non integralmente, quando – in veste di creditore – pretende che le somme gli siano versate nella misura di due o tre volte il loro ammontare originario?

Probabilmente il passaggio dall’hashtag o dal tweet al buon senso e alla concretezza di chi sa fare necessita ancora di parecchio rodaggio o, forse, semplicemente di persone che – avendo fatto qualcosa nella vita – sappiano effettivamente fare.

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