CNDCEC: Approccio metodologico alla revisione legale affidata al collegio sindacale nelle imprese di minori dimensioni

Oggi, 19/04/2018, il CNDCEC ha reso disponibile un volume che intende essere il manuale di riferimento per i colleghi che svolgano incarichi di sindaco a cui sia affidata anche la revisione legale, in imprese di minori dimensioni.

Queste le note che hanno accompagnato la pubblicazione:

Cara/o collega,

la realtà produttiva italiana appare caratterizzata, dopo la riforma del diritto societario del 2003, da una sostanziale prevalenza del modello “tradizionale” di corporate governance. In tale modello, come è noto, accanto al consiglio di amministrazione e all’assemblea dei soci, è posizionato il collegio sindacale al quale il codice civile assegna compiti di vigilanza variamente definiti. Con il “Testo unico della revisione legale” (D.Lgs. 39/2010, ampiamente modificato con il D.Lgs. 135/2016), si è completamente ridisegnata la figura professionale e i compiti del revisore legale, prevedendo che tale ruolo possa essere assolto da un professionista terzo o da una società di revisione. 

Nonostante, in termini di frequenza relativa, il numero di incarichi di revisione legale affidati al collegio sindacale sia nettamente prevalente, il legislatore – è sufficiente una lettura dell’emendato D.Lgs. 39/2010 dove il termine collegio sindacale ricorre una sola volta, all’art. 20 – e soprattutto i principi di revisione internazionali (ISA Italia) – dove si utilizza il differente concetto di “team di revisione” – non fanno riferimento a, e non tengono conto di posizione giuridica, modalità organizzative e complementari funzioni del collegio sindacale.

Allo stesso tempo, la stragrande maggioranza delle imprese italiane ha dimensione media e piccola e, quindi, da molti punti di vista, sembra sfuggire al “profilo” che i principi internazionali di revisione disegnano di società-cliente, avendo essi in mente tipicamente (e in default) la grande impresa con titoli quotati sui mercati finanziari. Dal punto di vista internazionale, se da un lato, nelle “Regole” e nelle “Linee guida ed altro materiale applicativo” – due sezioni di ogni principio internazionale di revisione – si fa spesso riferimento alle peculiarità delle imprese di minori dimensioni; dall’altro l’IFAC ha emanato la “Guida all’utilizzo dei principi di revisione internazionali nella revisione contabile delle piccole e medie imprese”. Entrambe le fonti giustificano la cosiddetta “scalabilità degli ISA”, cioè la possibilità di preservare il sistema di regole (obiettivo, processo, fasi, approccio al rischio, documentazione) dei principi internazionali di revisione (secondo la regola di invarianza di tale sistema compendiata nel motto: “An audit is an audit”), ma, allo stesso tempo, di adattarlo (e, se possibile, di semplificarlo) alle caratteristiche (strategia, governance, struttura) delle PMI.

Il presente volume si pone alla convergenza delle due esigenze ora ricordate. Da una parte, affrontare (e risolvere) i problemi di coordinamento tra disciplina e ruolo del collegio sindacale e disciplina e ruolo del revisore legale, dall’altro adattare processo, metodi, procedure, tecniche di revisione all’impresa di minore dimensione.

Crediamo di aver reso un servizio utile alla nostra categoria, certi che essa abbia tutte le risorse, le esperienze e le competenze necessarie per assolvere al meglio i propri incarichi di revisione, colmando tuttavia quell’indubbio gap riferibile alla (finora) scarsa frequentazione con le metodologie basate sul risk approach, da moltissimi anni, invece, conosciute e applicate dalle società di revisione. Siamo anche consapevoli che tale volume, da solo, non è sufficiente a risolvere tutti i problemi operativi che i professionisti incontrano nei loro incarichi. Per questo ci proponiamo, in un prossimo futuro, di continuare su questa strada, fornendo altri strumenti di supporto“.

A questo link il volume e le carte di lavoro.

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