Bancarotta fraudolenta documentale – Responsabilità omissiva dei sindaci – Operazioni infragruppo (Cass. pen. 17.5.2018 n. 21913)

In tema di bancarotta fraudolenta documentale (artt. 216 e 223 del RD 267/42) la giurisprudenza si è attestata su un’interpretazione per cui il concorso dei componenti del Collegio sindacale nei reati commessi dall’amministratore della società può realizzarsi anche attraverso un comportamento omissivo rispetto al controllo che i Sindaci devono effettuare: infatti, l’attività del Collegio non si può esaurire in una mera verifica formale o in un riscontro contabile della documentazione messa a disposizione dagli amministratori, ma comprende, necessariamente, il riscontro tra la realtà e la sua rappresentazione.
Pertanto, il Sindaco che – a fronte di operazioni infragruppo di notevolissimo valore – si sia limitato ad alcune informali richieste di informazioni, senza effettuare o richiedere accessi ai dati contabili essenziali, né ai magazzini dei beni, potrà rispondere del reato di bancarotta fraudolenta. Peraltro, nel caso di specie, il comportamento risulta aggravato dalla circostanza che i precedenti componenti del Collegio sindacale si erano dimessi proprio a seguito di dubbi sulla possibile continuità aziendale e sulla veridicità del bilancio (Cass. 21913/2018).

Fonti e riferimenti:

  • art. 223 RD 16.3.1942 n. 267 (G.U. 6.4.1942 n. 81)
  • Cass. pen. 17.5.2018 n. 21913
  • Cass. pen. 16.5.2018 n. 21657
  • Il Quotidiano del Commercialista del 8.6.2018 – ”Il grave comportamento omissivo fa concorrere il sindaco nella bancarotta” – Artusi M. F.

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