Accertamenti sul disconoscimento di costi, su accantonamenti e sulla competenza fiscale

La Norma di comportamento 28.6.2017 n. 198 dell’Associazione italiana Dottori Commercialisti (AIDC), stabilisce che, negli accertamenti sui soci di società di capitali a ristretta base sociale, il maggior reddito che viene imputato al socio deve essere considerato al netto delle imposte che la società partecipata è chiamata a corrispondere per effetto dell’accertamento medesimo.

Inoltre, poiché tale metodologia di rideterminazione del reddito presume la presenza di una disponibilità finanziaria occulta in capo al socio, la stessa tecnicamente non può che fondarsi su modalità di accertamento basate sul recupero di ricavi non contabilizzati e di costi oggettivamente inesistenti. Invece, non possono invece far sorgere la presunzione di “utili extracontabili” gli accertamenti basati su metodi statistici di determinazione reddituale (si pensi a quello delle “società di comodo“), sul disconoscimento di costi per difetto dei requisiti per la deduzione, sulla competenza fiscale e così via.

Fonti e riferimenti:

  • Il Quotidiano del Commercialista del 29.6.2017 – ”Utili extracontabili imputati ai soci se c’è disponibilità finanziaria occulta” – Cissello A.
  • Il Sole – 24 Ore del 29.6.2017, p. 30 – ”Mini-Spa e soci, rettifiche a effetto limitato” – Gerla – Vasapolli

Lascia un commento